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Il Portale dedicato alle verifiche secondo il Dpr 462

Zone con Pericolo d'esplosione

Ovviamente è raro che il datore di lavoro abbia le competenze necessarie ad eseguire questo studio e quindi si affida a professionisti abilitati. Deve necessariamente anche accertarsi che il professionista incaricato sia in grado di effettuare un simile calcolo altrimenti si prefigura sempre la "culpa in eligendum", ovvero sei corresponsabile perchè hai affidato un lavoro ad un incapace.

Pertanto quando in un ambiente lavorativo c'è la possibilità di formazione di zone con pericolo d'esplosione deve essere sempre effettuato il calcolo del rischio. Quindi devono possedere tale calcolo di rischio le centrali termiche, ambienti lavorativi con presenza di gas metano (esempio forni da pane) , con presenza di riscaldatori ad aria alimentati a gas metano,con presenza di silos di zucchero, di farina, falegnamerie , cabine di verniciatura etc etc.

Possiamo anche complicare le cose dicendo che l'articolo 287 del Dgls 81/08 esclude dal calcolo del rischio di esplosione gli apparecchi a gas in cui si applica il Dgls n° 624. Quindi fino a qualche tempo fa non veniva redatto il documento per le centrali termiche. Il "problema" è che l'allegato A della norma CEI 31.35 obbliga il calcolo delle zone con pericolo d'esplosione per l'installazione degli impianti elettrici. Essendoci quasi sempre impianti elettrici in tutti gli ambienti va da se che bisogna rassegnarsi a redarre il documento di rischio.

Tanto per "sensibilizzare" maggiormente il datore di lavoro si elencano le sanzioni a cui va incontro in caso non adempisse ai suoi doveri:

- Non sono stati valutati i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2500 a 6400 euro);

- Non sono state attuate le misure necessarie per prevenire i pericoli d'esplosione (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2500 a 6400 euro);

- Non è stata predisposta la classificazione delle zone pericolose (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2500 a 6400 euro);

- Non è stato preparato e/o aggiornato il documento sulla protezione contro le esplosioni (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2500 a 6400 euro);

- Non è stata impartita una specifica formazione ai lavoratori esposti al pericolo d'esplosione (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2500 a 6400 euro);

Teniamo a precisare che anche gli Enti predisposti alle verifiche secondo il DPR 462 hanno le loro belle colpe, perchè succede che molte di esse non si preoccupano di chiedere tale documentazione forse anche perchè alcune hanno solo l'abilitazione per la sola verifica dell'impianto di terra e non per le scariche atmosferiche e per gli impianti elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione. Molti datori di lavoro sono contenti di trovare questi Enti che non gli creano troppi "problemi" ma si tirano la zappa sui piedi perchè pagano una verifica e continuano a rimanere "fuorilegge".

Quindi ,come sempre, cerchiamo di far capire che le verifiche secondo il DPR 462 devono essere prese non solo come delle scocciature, ma come mezzi attraverso i quali si possano regolarizzare i nostri ambienti di lavoro in termini di sicurezza per i lavoratori e per noi stessi.