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Il Portale dedicato alle verifiche secondo il Dpr 462

Come ci si prepara ad una verifica

Quando ci siamo resi conto che ricadiamo nell'ambito dell'obbligatorietà delle verifiche dei nostri impianti dobbiamo anche porci le oppurtune domande per poter portare a buon fine la pratica. Innanzi tutto dobbiamo ricordarci le tre "aree" a cui fa riferimento il DPR 462 :

1.     Impianto di terra

2.     Impianti elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione

3.     Impianti di protezioni scariche atmosferiche.

Dovremo quindi focalizzare la nostra attenzione su queste tre aree. Supponiamo in questo articolo di non ricadere in quei casi particolari di cui parleremo in altri articoli.

La verifica di legge si dipana su più livelli:

  • Esame della documentazione disponibile
  • Esame a vista dell'impianto
  • Verifica strumentale

Questo ci porta a focalizzare la nostra attenzione prima sulla documentazione in nostro possesso e poi direttamente sul nostro impianto.

Documentazione:

Immaginiamo di gestire un'attività che possiede un impianto elettrico eseguito a regola d'arte dopo il 1990. Perchè il 1990? Perchè in quella data è entrata in vigore la legge 46/90 che ha posto le linee guida da seguire per la progettazione e l'installazione degli impianti elettrici. Da  quella data tutti gli impianti devono possedere un progetto (dove obbligatorio) e una dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico alla legge 46/90 (sempre). Quindi la prima cosa da verificare è quella di vedere se possediamo la dichiarazione di conformità rilasciata dall'elettricista (il modello di dichiarazione di conformità potete trovarlo qui). Poi ci dobbiamo informare se il nostro impianto necessitava di progetto eseguito da tecnico abilitato (Per vedere se necessitiamo di un progetto leggiamo qui). Se l'impianto ricade nell'obbligatorietà del progetto dobbiamo verificare che nella dichiarazione di conformità sia stata barrata la casella con indicato :"seguito il progetto", e soprattutto dobbiamo andare a cercare nei nostri archivi la certella del progetto.

Il progetto è un insieme di documenti che devono essere sufficienti a descrivere esaustivamente tutto l'impianto e motivare le soluzioni tecniche scelte. Elenchiamo di seguito  solo quelli più importanti:

  • Relazione Tecnica (relazione in cui si espone il funzionamento dell'intero impianto, le scelte tecniche effettuate, i calcoli elettrotecnici e la tipologia dei materiali e la loro posa);
  • Lo schema elettrico generale;
  • Elaborati grafici;
  • Il capitolato d'appalto;
  • I preventivi e computi metrici;

Il progetto deve necessariamente riportare la definizione degli impianti in oggetto. Dobbiamo trovare quindi una sezione dedicata all'impianto di terra, una al calcolo delle zone con pericolo d'esplosione e una che verifica la necessità e meno di un impianto di protezione scariche atmosferiche. Può risultare ovviamente che in una attività non esistano impianti elettrici in zone con pericolo d'esplosione o impianti di protezione scariche atmosferiche. In questo caso la nostra verifica dovrà essere fatta esclusivamente all'impianto di terra. 

Nonostante le verifiche si riferiscano alle tre aree sopra elencate i Verificatori controlleranno tutto il progetto. Pertanto questo deve essere composto da una documentazione sufficiente. Sopratutto deve corrispondere poi allo stato di fatto dell'impianto. Se si possiede un progetto del 1995 e successivamente sono state portate modifiche significative senza nuovi aggiornamenti alla documentazione, allora il progetto originario serve a poco. Sarebbe buona regola , se non si dispongono di conoscienze sufficienti, rivolgersi ad un professionista abilitato per un controllo generale della documentazione di progetto e di una verifica della corrispondenza del progetto con l'impianto. Questo per evitare che durante le verifiche ci vengano fatte delle Prescrizioni che poi comportano una ulteriore verifica supplementare e di conseguenza altri soldi da sborsare.

Una documentazione minima che deve essere presente durante la verifica dovrebbe essere così composta:

  • Planimetria generale contenente la tipologia e il layout dell'impianto di terra;
  • Planimetria contenente la posizione dei quadri elettrici;
  • Schemi unifilari dei quadri elettrici;
  • Relazione protezione scariche atmosferiche (per vedere se la struttura è autoprotetta oppure no);
  • Planimetria e schemi impianto di protezione scariche atmosferiche (solo se la struttura non è autoprotetta);
  • Relazione calcolo delle zone con pericolo d'esplosione (se presenti);
  • Tiplogia dei materiali e dell'installazione degli impianti elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione (se presenti);
  • Certificati e omologazioni dei dispositivi elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione (se presenti)

Questa è la documentazione minima per effettuare le verifiche.

Ma la documentazione necessaria alla verifica non è finita qui. Un qualsiasi impianto di terra ricadente nel DPR 462 deve essere denunciato all'ISPESL , così come gli impianti di protezione scariche atmosferiche e gli impianti nei luoghi con pericolo d'esplosione. Prima dell'avvento del DPR 462 queste denuncie venivano fatte utilizzando degli appositi modelli che si chiamavano MODELLO A, MODELLO B e MODELLO C. Dopo il 2001 questi modelli sono stati eliminati e al loro posto è sufficiente inviare la dichiarazione di conformità all'ISPESL tramite un modello di lettera accompagnatoria che potrete trovare qui. Pertanto altra documentazione di fondamentale importanza è la presenza di questi 3 modelli (solo il modello B se non esistono impianti in luoghi con pericolo d'esplosione e impianti di protezione scariche atmosferiche), oppure della lettera accompagnatoria se la denuncia è stata fatto dopo il 2001.

Infine per gli impianti con presenza di cabina di trasformazione (ovvero quando la corrente viene esercita in media o alta tensione) c'è bisogno anche del documento dell'ente erogatore dell'energia in cui vengono ripotati il tempo di intevento delle loro protezioni (tF) e la corrente di cortocircuito.

Verifiche Strumentali:

Ogni datore di lavoro è tenuto a far regolare manutenzione al proprio impianto di terra ad intervalli di tempo prestabiliti. NON SI DEVE considerare la verifica di legge come un modo per fare manutenzione!! Durante la verifica l'impianto deve funzionare correttamente, pena sanzioni o denunce all'ASL.

Per manutenzione all'impianto di terra non vogliamo limitarlo solo al sistema di dispersori vero e proprio, ma anche alla continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziali, e al regolare funzionamento degli interruttori differenziali (salvavita). Questi, abbinati ad un buon impianto di terra evitano la folgorazione dovuta a contatti indiretti (e diretti per valori di intervento inferiori a 0,03A). La loro manutenzione consiste nel premere il tasto test mensilmente, e verificarne l'intervento con apposito strumento ad ogni intervallo di tempo prestabilito. Questa manutenzione può essere eseguita dal nostro abituale eletrticista di fiducia (ovviamente se ne ha le competenze e la strumentazione).

Eseguita questa manutenzione non dobbiamo preoccuparci più di tanto della verifica di legge effettuata dall'asl o dagli organismi abilitati. Questi infatti eseguiranno gli stessi test strumentali che avrete già effettuato.

La manutenzione deve essere eseguita anche sugli impianti di protezione scariche atmosferiche. Qui deve essere verificata la continuità tra i dispositivi di captazione, tra le calate, tra la maglia e tra tutti gli elementi dectinati a disperdere la scarica elettrostatica dall'edificio.

Nei luioghi con pericolo d'esplosione devono essere controllate che tutte le giunzioni siano ancora integre, non vi siano danni ai dispositivi e che l'impianto non presenti anomalie che possono pregiudicarne la sicurezza.