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Il Portale dedicato alle verifiche secondo il Dpr 462

Casistica dei nostri impianti

Quando dobbiamo affrontare l'esame della  documentazione del nostro impianto ci si pongono davanti vari scenari. Cerchiamo di suddividere la casistica in maniera sufficientemente logica. Partiamo col presupposto che nel panorama impiantistico ci sono 2 capisaldi fondamentali negli ultimi 20 anni. La legge 46 uscita nel lontano 1990 (col suo decreto attuativo n°447) e il DM 37 del 2008. Quindi una prima fontamentale divisione degli impianti è quella di dividerli per "epoche" storiche. Impianti ante 1990 (per comodità chiamiamoli CASO A), impianti post 1990 ma ante 2008 (CASO B) e impianti post 2008 (CASO C).

CASO "A" (Impianti antecedenti il 1990):

Prima del 1990 il progetto di un impianto elettrico non era obbligatorio , ne tantomeno la dichiarazione di conformità ad una legge che doveva ancora uscire. Il fatto che non fosse obbligatorio non è sinonimo di assenza di progetto. Si presume che un qualsiasi impianto, grande o piccolo, prima di essere realizzato fosse stato progettato. Il problema è che probabilmente il progetto non è mai stato consegnato al cliente finale oppure è andato perduto negli anni, e quindi di fatto è come se non esistesse. Quindi dividiamo il caso A in due sotto casi:

Caso A1  "ASSENZA DI PROGETTO":

Quando ci troviamo in questo caso è indispensabile interpellare un tecnico abilitato per far verificare l'impianto. Dopo una verifica accurata ci troveremo davanti due possibili casi:

Caso A1-1 "IMPIANTO  A NORMA":

Quando l'impianto  risulta  conforme alle normative vigenti,  il tecnico interpellato redigerà una dichiarazione di rispondenza secondo il DM 37 del 2008 nella quale attesterà la conformità dell'impianto alla buona norma. Allegata alla dichiarazione di rispondenza dovranno essere presenti i seguenti documenti :

  • relazione tecnica riportante  le caratteristiche tecniche dell'impianto e le verifiche effettuate per verificare che l'impianto è a regola d'arte;
  • Planimetrie e schemi funzionali dell'impianto.

Caso A1-2 "IMPIANTO NON A NORMA":

Se invece il tecnico interpellato riscontra delle inadeguatezze dell'impianto si deve redigere un nuovo progetto (se l'impianto lo richiede) per la parte d'impianto non a norma e farsi rilasciare la dichiarazione di conformità dall'elettricista che esegue le modifiche. Se la messa a norma riguarda l'intero impianto il progetto e la dichiarazione di conformità regolarizzano il tutto, se rigurada solo una parte dell'impianto è necessario redigere una dichiarazione di rispondenza per la parte non modificata.

CASO A2 "PRESENZA DI PROGETTO":

Diciamo che la presenza del progetto non si discosta molto dal caso in cui il progetto non esista. Anche in questo caso si deve interpellare un tecnico che stabilisca se l'impianto soddisfi i requisiti delle norme vigenti e se il progetto corrisponde allo stato di fatto dell'impianto. E' difficile che in tanti anni non siano state apportate modifiche od ampliamenti.

Caso A2-1 "IMPIANTO A NORMA":

Se l'impianto risulta adeguato alle normative vigenti non è necessario aggiungere nessun documento al progetto originario (ovviamente il progetto deve essere completo di tutti i suoi documenti).

Caso A2-2 "IMPIANTO NON A NORMA":

In questo caso ricadiamo nel caso A1-2; un tecnico abilitato deve redigere un nuovo progetto per la parte non a norma e un installatore deve consegnare una dichiarazione di conformità per la sola parte d'impianto eseguita. Per la parte a norma sarà sufficiente allegare il progetto originale.

CASO "B" (Impianti post 1990):

Il 1990 è stato il "big bang" degli impianti elettrici. Dopo tale data , con l'entrata in vigore della legge 46, si è resa obbligatoria la presenza di una dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore alla fine dei lavori sugli impianti. Inoltre (per i soli impianti che lo contemplano) è obbligatorio anche il progetto redatto da un tecnico abilitato e iscritto al competente albo. Purtroppo ,come spesso accade, l'obbligatorietà non ne implica la presenza. Molte volte ci troviamo davanti casi in cui non c'è la dichiarazione di conformità, altri in cui non esiste il progetto, altre in cui c'è la dichiarazione di conformità che "rispetta" un progetto che non esiste, oppure che non "rispetta" un progetto che invece dovrebbe esserci. Diciamo che la mancanza di ispezioni da parte di organi competenti ha fatto proliferare ogni tipo di casistica. Cerchiamo di ordinare i casi più comuni e vedere come comportarci di conseguenza. 

CASO B1 "ASSENZA DI PROGETTO E DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' ":

In questo caso possiamo comportarci esattamente come nel caso A1. In teoria non dovremmo più ricadere in impianti non a norma perchè dopo il 1990  tutti gli impianti sarebbero dovuti essere installati e progettati secondo le norme CEI . Non sempre però è così.

CASO B2 "PRESENZA DI PROGETTO- ASSENZA DI DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' ":

Può succedere che per disguidi tecnici, litigi sui pagamenti, smarrimento di documenti etc la dichiarazione di conformità non esista. Una soluzione sarebbe quella di chiamare l'installatore che ha eseguito l'impianto e richiederla. E' obbligato a rilasciarla! Però molte volte succede che la ditta che ha realilzzato l'impianto è fallita, il titolare dell'attività è andato in pensione e quindi è impossibile ottenerla. La soluzione è la solita. Chiamare un tecnico abilitato e controllare se l'impianto è stato realizzato secondo progetto e a norma. In caso affermativo verrà rilasciata una dichiarazione di rispondenza secondo il DM 37 del 2008. Nel caso negativo si dovrà intevenire sull'impianto per la sola parte non a norma seguendo anche il vecchio progetto. Verrà rilasciata la dichiarazione di conformità per la sola parte modificata e una dichiarazione di rispondenza per tutta la restante parte dell'impianto.

CASO B3 "ASSENZA DI PROGETTO - PRESENZA DI DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' ":

Paradossalmente questo è il caso che si verifica maggiormente nel nostro panorama impiantistico. Succede perchè il responsabile dell'attività quando deve far eseguire un impianto elettrico si rivolge al suo installatore di fiducia che per farlo "risparmiare" gli assicura che farà tutto lui. Alla fine rilascia la dichiarazione di conformità segnando di aver rispettato un progetto, oppure senza spuntare la casella del "rispettato il progetto" o ancora senza rilasciare la dichiarazione di conformità. In tutti questi casi compie un reato affermando il falso e se ne assume la responsabilità. Responsabilità che molte volte non comporta nessuna punizione per la mancanza di controlli e per il solito fatto che in Italia si fanno i controlli solo dopo che è successo un incidente. La soluzione a questa situazione è tanto semplice quanto di difficile applicazione. Quando abbiamo pagato per un impianto a norma, questo deve essere a norma. L'installatore se ha eseguito l'impianto senza un progetto è nel torto e deve provvedere a risanare la situazione.  Questo vuol dire quasi  sempre litigare ed andare per vie legali perchè l'installatore dovrebbe pagare di tasca sua il progetto. Se si vuole poi disquisire anche sulla regolarità di un post progetto ad un impianto già realizzato andremmo avanti anni. Come dobbiamo comportarci? Se vogliamo essere in regola in tempo per le verifiche dobbiamo chiamare il solito Tecnico Abilitato e farci rilasciare la dichiarazione di rispondenza e buttare via la dichiarazione di conformità dell'installatore, oppure aspettare i tempi della legge italiana.

CASO B4 "PRESENZA PROGETTO E DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' " :

Strano ma vero, siamo in regola.

CASO "C" (IMPIANTI POST 2008) ;

Un'altra data che segna la storia dell'impiantistica è quella del 2008. Il segno però lasciato dall'entrata invigore del DM 37 e la conseguente abrogazione della legge 46 del 1990 è meno profondo di quello lasciato da quest'ultima. In effetti per le nostre verifiche del DPR 462  poco cambia. Una cosa per il momento è certa, non sono più contemplati impianti privi di dichiarazione di conformità (questa volta riferito al DM 37 e non più alla 46/90) e privi di progetto (dove è necessario). Questo vuol dire che se vi fate fare un impianto dal vostro installatore quest'ultimo deve rendervi informati del fatto che deve esserci un progetto a firma di un professionista e rilasciarvi la dichiarazione di conformità.

CASO "D" (MANCANZA DEI MODULI "A", "B", "C"):

Prima del DPR 462 del 2001 ogni impianto di terra ed ogni impianto di protezione dalle scariche atmosferiche dovevano essere denunciati all'ISPESL e all'ASL tramite il modello A (protezione scariche atmosferiche) e modello B (impianti di terra). Gli impianti elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione dovevano essere denunciati all' ASL/ARPA entro 30 gg dalla loro messa in funzione (Modello C). Con l'avvento del DPR 462 la denuncia degli impianti avviene tramite l'invio della dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore all'ISPESL e all'ASL per gli impianti di terra e protezione scariche atmosferiche e all'ASL/ARPA per gli impianti elettrici nelle zone con pericolo d'esplosione. L'omologazione dell'impianto avviene nel momento del rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell'installatore.

Quindi  se il nostro impianto è antecedente al 2001 dovrete avere il modello "B" per l'impianto di terra e il modello "A" o "C" nel caso possedeste anche un impianto di protezione scariche atmosferiche o un impianto elettrico in luogo con pericolo d'esplosione. Se il vostro impianto è POST 2001 dovrete possedere il documento rilasciato dall'ISPESL riportante la matricola dell'impianto, o dall'ASL/ARPA per gli impianti elettrici in luoghi con pericolo d'esplosione.

Nel caso questi documenti non fossero presenti? Se non sono presenti perchè perduti dovrebbe essere sufficiente rivolgersi all'ISPESL o ASL/ARPA per ottenere dei duplicati. Nel caso invece che la dununcia non sia mai stata fatta si deve inoltrare la dichiarazione di conformità dell'impianto all'ISPESL per gli impianti di terra e gli impianti di protezione scariche atmosferiche, all'ASL per gli impianti elettrici in  zone con pericolo d'esplosione.

Al posto della dichiarazione di conformità (se mancante) è si può mandare la dichiarazione di rispondenza, anche se  molti dipartimenti non si sono ancora adeguati.

 

La denuncia effettuata adesso ci rende in regola per gli anni a venire, ma potremmo incorrere in sanzioni per gli anni passati in cui dovevamo averla effettuata e non l'abbiamo fatto.